venerdì 7 dicembre 2012

Fiocchi di speranza.

Immobile alla scrivania a fissare il mondo che si trova fuori dalla finestra. Non vedevo altro che un cielo nuvoloso e una città ormai troppo grigia. Senza vita. Senza felicità. A metà tra l'autunno e l'inverno. Solo morte. Morte della vivacità della mia Milano. Solo lavoro. Solo scuola. Solo immobilità. Caoticismo. Poi eccolo. Il primo fiocco di neve. Si posò atterra. Ridiede vita alla città. Dopo di lui una serie di altri fiocchi. Fiocchi di speranza. Speranza di ridar vita alla mia Milano. Agli adulti. Vita ai ragazzi e ai bambini. Riprende la movida. Il sorriso ritorna a posarsi sul viso delle persone. Ogni persona ritrova la scintilla che è in se. Dimentica il passato, i problemi, anche solo per un istante. Un istante di magia. Un momento di felicità. Niente più lacrime. Niente più preoccupazioni. Niente più odio. Niente più spettri del passato. Per un momento possiamo anche dire addio alla maschera e alla voragine che è addosso e dentro di noi. Dopo la serie di fiocchi dolci, una tormenta violenta. Così violenta che rende tutto bianco. Tutto annebbiato. Ci circonda. Nonostante sia fredda, ci fa sentire vivi e felici. Bianca, il nulla. Ma nonostante ciò ridà la felicità e la speranza alla gente. Sta circondando i ricordi e riempiendo la voragine per qualche istante. Solo ricordi e momenti felici. Soave tormenta di neve. Continua a riempire la Voragine, anche al costo di straripare. Allevia un po' il mio dolore come quella "persona" sta facendo da un po'. Ricordi quasi sconfitti. Grazie a te, tormenta, e grazie a voi, fiocchi di speranza, son riuscito a vedere il fondo della Voragine. Sembra stupido, ma anche il più piccolo fiocco di neve, per quanto momentaneo sia, può cambiare le emozioni di una persona. E anche se tutto ciò fosse un'illusione, voglio crederci. Credere di aver quasi bruciato gli spettri e di aver visto il fondo della mia Voragine.